In allegato la legge 131/2025 che non costituisce semplicemente una normativa specifica in attuazione dell’ultimo comma dell’articolo 44 della Costituzione ma riconosce espressamente le aree montane come obiettivo di interesse nazionale. Un provvedimento che da un lato riflette la priorità di preservare le zone montane ai fini della tutela ambientale, della biodiversità e del paesaggio e che dall’altro mira a promuovere lo sviluppo economico e sociale in aree che sono spesso depresse. Si punta, cioè, allo sviluppo sostenibile di agricoltura, turismo, industria nelle zone montane e al tempo stesso si mira a favorirne il ripopolamento. Viene previsto un piano triennale per gli obiettivi dell’intervento statale ed una relazione annuale al Parlamento sull’andamento delle politiche di sviluppo per le aree montane. Contemporaneamente viene rafforzato il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane con risorse aggiuntive rispetto agli altri trasferimenti già previsti dalla finanza pubblica. Peraltro vengono stabiliti criteri univoci per la classificazione dei Comuni montani da parte dell’Istat in modo da rendere più mirato ed efficace l’utilizzo delle risorse. Fra le misure specifiche di nostro particolare interesse si segnala l’articolo 27 che prevede un credito d’imposta commisurato all’ammontare degli interessi passivi derivanti dal mutuo contratto per l’acquisto o la ristrutturazione di abitazioni principali in montagna. Nel caso specifico del personale sanitario che sceglierà di lavorare in montagna è prevista anche la concessione di un credito d’imposta in misura pari al minor importo tra il 60% del canone annuo di locazione dell’immobile e un massimale di 2.500 €. Analogamente anche chi accetta incarichi nelle scuole di montagna e si trasferisce nei comuni interessati potrà fruire di un credito d’imposta per spese di affitto o mutuo nella misura del 60% della spesa sostenuta e fino a 2.500 € oppure, nel caso di comuni montani con meno di 5.000 abitanti dove sono presenti minoranze linguistiche storiche riconosciute, pari al 75% e fino a un massimo di 3.500 € annui. Invece per favorire la natalità dal 2025 vengono stanziati 5 milioni di € da ripartire ogni anno per l’erogazione di incentivi a favore di ogni nuovo nato o adottato nei Comuni montani sotto i 5.000 abitanti; si intende poi finanziare progetti innovativi per lo sviluppo di un sistema integrato di asili nido. Uno sgravio contributivo per le imprese che promuovono il lavoro agile nei Comuni montani di dipendenti under41 viene invece previsto dall’articolo 26. Inoltre si stabiliscono incentivi per l’imprenditoria giovanile e viene istituito un Registro nazionale dei terreni silenti con l’obiettivo di promuovere il recupero produttivo dei terreni abbandonati e di salvaguardare l’assetto idrogeologico. Infine viene demandata a Regioni e Comuni la potestà di introdurre ulteriori agevolazioni fiscali nei territori montani.
Legge 131/2025
