In allegato due grafici elaborati da IFEL in base ai dati forniti dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e riferiti all’andamento del mercato delle locazioni nel 2024. Il secondo, che è riferito all’incremento dei canoni medi dal 2018 al 2024, permette di individuare facilmente i Capoluoghi di Provincia dove è cresciuto maggiormente il costo dell’affitto. Non altrettanto di facile lettura è il primo grafico sulla tipologia di contratto prevalente nei Capoluoghi di Provincia che, come sappiamo, sono per definizione Comuni ad Alta Tensione Abitativa. Emerge infatti un quadro talmente diversificato da imporre qualche considerazione. La preoccupazione maggiore è per i Capoluoghi di Provincia in cui prevale il c.d. contratto transitorio ordinario (i 26 casi segnalati con pallino arancio di cui 8 si trovano al Nord, 4 al Centro e 14 nel Sud e nelle Isole) perché evidentemente questo sottende una diffusa irregolarità degli schemi contrattuali adottati. Va ricordato infatti che questa tipologia è stata creata dall’OMI ai fini statistici e accorpa tutti i contratti non agevolati di durata inferiore a 3 anni e cioè non ha nulla a che fare con i contratti transitori stipulati in base a quanto stabilito dall’accordo territoriale, che risultano invece conteggiati insieme ai contratti per studenti universitari. Questi ultimi primeggiano in ben 13 casi (di cui 2 al Nord, 5 al Centro e ben 6 al Sud e nelle Isole) nonostante il corrispondente segmento di mercato calcolato su tutti i Comuni ATA sarebbe solo del 9,3%. Vero è che si tratta spesso di centri che fondano gran parte della propria economia proprio sulla presenza dell’Università ma è altrettanto indubbio che in questi casi il mercato della locazione risulta troppo alterato rispetto a quello delle altre città. Oltre al già citato 9,3% di contratti per studenti e transitori aventi diritto alle agevolazioni fiscali, la statistica OMI riferita a tutti i Comuni ATA indica che il segmento di mercato prevalente sarebbe quello del contratto libero (34,4% dei casi), seguito dal contratto agevolato (31,6%) e dal c.d. transitorio ordinario (24,6%). Pertanto i capoluoghi maggiormente in linea con la statistica sarebbero i 16 indicati con pallino blu e di cui 12 si trovano al Nord, 3 al centro e 1 al Sud e Isole. Rispetto invece ai ben più numerosi 36 casi in cui prevale il contratto agevolato (indicati col pallino verde e di cui 17 sono al Nord, 11 al Centro e 8 al Sud e nelle Isole) sarebbe interessante verificare caso per caso per capire in che misura si invertono le posizioni rispetto al contratto libero. È chiaro infatti che all’eccessiva appetibilità dei contratti concordati (agevolati, per studenti, transitori regolari) potrebbe corrispondere l’esigenza di rivedere l’accordo al ribasso o, quanto meno, quella di evitare ulteriori concessioni alla proprietà edilizia.
IFEL incremento canoni medi 2018-2024 e tipologia contratto prevalente per capoluogo provincia
