In allegato l’ultimo report ISTAT sull’andamento della povertà in Italia. Per l’anno 2025 vengono stimate in povertà assoluta 2.105.000 famiglie che corrispondono a 5.430.000 persone vale a dire il 9,3% del totale dei residenti. Dati in leggera flessione (-5%) rispetto all’anno precedente che confermano l’esistenza di un disagio estremo ormai profondamente radicato e riguardante soprattutto alcune categorie. Fra queste vi è innanzitutto quella degli inquilini che sono ancora più del 47% delle famiglie in povertà assoluta, nonostante questo titolo di godimento dell’abitazione riguarderebbe poco meno del 20% dei residenti. Proprio questo fenomeno, per cui la povertà assoluta investe in modo abnorme e persistente la popolazione in affitto, dovrebbe indurre il Governo a ritirare immediatamente il disegno di legge per l’accelerazione delle esecuzioni per il rilascio delle abitazioni attualmente in discussione in Parlamento. Rendere più veloci gli sfratti, sia quelli per morosità che quelli per finita locazione, in questo contesto rischia soltanto di far esplodere l’emergenza abitativa che cova ormai da parecchi anni sotto la cenere. Peraltro fra le circa 999.000 famiglie in povertà assoluta che vivono in affitto ve ne sono tantissime in cui sono presenti minori e quindi il pericolo è anche quello di mettere in forte crisi i servizi sociali comunali per i minorenni. Per l’esattezza il dato fornito dall’Istat per il 2025 è di 1.136.000 minori in povertà assoluta vale a dire oltre il 20% delle persone complessivamente interessate da questo fenomeno mentre l’incidenza dei minori sul totale della popolazione residente sarebbe pari a circa il 15%. Non a caso l’incidenza della povertà assoluta si conferma più alta tra le famiglie con un elevato numero di componenti, raggiungendo il 19% tra quelle che ne hanno cinque o più e il 10% tra quelle con quattro mentre scende all’8,4%, un valore comunque superiore alla media, tra le famiglie di tre componenti. Così pure risulta superiore alla media la povertà assoluta registrata fra le famiglie monogenitoriali (11,5% dei casi) e fra quelle in coabitazione (16,4%). Estremamente elevato anche il dato sugli stranieri in povertà assoluta che sono oltre 1,5 milioni e quindi oltre un quarto del totale in povertà assoluta mentre l’incidenza della popolazione straniera sul totale dei residenti sarebbe poco più del 9%. Evidentemente l’efficacia delle politiche per i giovani piuttosto che di quelle per l’integrazione dei migranti presuppone un rilancio dell’edilizia pubblica che riconosca davvero una priorità in favore delle famiglie estremamente disagiate. In altre parole servono urgentemente nuove case popolari da destinare alla locazione a canone sociale e poi diventerà possibile sviluppare ampiamente anche i programmi innovativi per un’edilizia pubblica da destinare al c.d. ceto medio impoverito. Naturalmente, prima ancora, sarebbe indispensabile il ritiro immediato del disegno di legge per l’accelerazione degli sfratti, che rischia semplicemente di aggravare la condizione di tante famiglie che vivono già in una condizione di marginalità sociale.

Istat report povertà in Italia 2025