In allegato l’ultimo report dell’ISTAT sul patrimonio abitativo in Italia nel 2023. Fra i dati salienti si segnala innanzitutto quello relativo alle abitazioni non occupate da residenti che sono più del 26% (9.558.791 su un totale di 35.610.473). Ovviamente la percentuale scende notevolmente nelle città, dove in media è poco più del 15% e sale drasticamente nelle zone rurali, dove raggiunge la media del 45%. Così pure vi sono Regioni in cui il dato delle abitazioni non occupate è particolarmente basso (a cominciare da Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto) ed altre in cui vi sarebbe una grande disponibilità di abitazioni che invece non vengono utilizzate ai fini residenziali (Valle d’Aosta, Calabria, Abruzzo e Molise). Naturalmente questi dati ISTAT risentono di vari fattori, compreso quello degli affitti brevi che non costituiscono un titolo di godimento da cui scaturisce l’iscrizione anagrafica della residenza. Ad ogni modo risulta che i residenti in “proprietà” erano in media il 73,9%, quelli in “affitto” il 19,6% mentre la restante parte del 6,5% viene catalogata sotto la voce “altro titolo” che verosimilmente comprende anche un buon numero di comodati fittizi. Non a caso laddove scende la quota in affitto aumenta sistematicamente la percentuale rubricata come altro titolo mentre invece il dato dei residenti in proprietà riferito alle diverse aree del paese resta quasi invariato. Nel report viene anche proposto un nuovo indicatore per censire le situazioni di maggiore disagio abitativo legato al sovraffollamento che riguarderebbero soltanto l’1% delle abitazioni occupate. Molto diversa sarebbe la statistica del sovraffollamento utilizzando parametri più esaustivi: secondo i dati Eurostat nel 2024 oltre il 27% della popolazione italiana viveva in alloggi inadeguati per spazio mentre la media dei paesi UE era intorno al 16%. Più precisi appaiono invece i dati riferiti alla coabitazione che riguarda complessivamente 322.436 famiglie. Un fenomeno che nel 23,8% dei casi è relativo a famiglie composte da più componenti che convivono sotto lo stesso tetto con una punta massima al Sud, dove le famiglie con più componenti sono il 33,5% del totale delle famiglie coabitanti in quella stessa zona. Viene anche riportato il dato sulla coabitazione riguardante le famiglie straniere che usufruiscono dello stesso alloggio: si tratta in media del 10,6 % del totale delle famiglie coabitanti con picchi al Centro e al Nord Est dove le coabitazioni fra soli stranieri superano il 14% del totale delle coabitazioni nella zona.

ISTAT report abitazioni 11.02.2026