In allegato il capitolo dedicato alle politiche abitative dall’ultimo rapporto Svimez (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno). Fra i vari dati riportati emerge quello relativo ai prezzi delle case che negli ultimi 15 anni sono cresciuti mediamente nell’UE del 57,9% contro il 27,8% degli affitti. Una tendenza molto diffusa fra i 27 paesi dell’UE con rare eccezioni fra cui l’Italia, dove i prezzi delle case sono invece diminuiti del 4% mentre gli affitti sono aumentati di circa il 17%. Un’anomalia che conferma la necessità di intervenire urgentemente sul fronte del caro affitti, ristabilendo un corretto differenziale fra il costo medio dei canoni e quello dei mutui per l’acquisto della prima casa. Un altro dato saliente è quello riferito alle abitazioni non occupate che nel nostro paese raggiunge un percentuale abnorme (27,3%) rispetto a quella di Francia (7,8%) e Germania (4,4%). Appare dunque particolarmente evidente l’opportunità di favorire un maggiore utilizzo dello sfitto, ponendo in subordine l’opzione di nuove edificazioni. Peraltro vengono forniti anche dati specifici sulla quota di abitazioni non occupate in alcune città metropolitane che sono utili per comprendere meglio le maggiori o minori potenzialità di intervento nelle diverse aree senza procedere alla realizzazione di nuovi alloggi. Come vedrete la percentuale più bassa si registra a Cagliari (7,6%) mentre lo stesso valore risulta particolarmente elevato a Reggio Calabria (26;5%), Messina (26,4%) e Palermo (20,8%); in una fascia intermedia con quote variabili fra il 10% e il 15% di abitazioni non occupate si collocano invece Bologna, Roma, Firenze, Milano e Genova. Ad altri dati relativi alla scarsa consistenza dello stock abitativo di edilizia pubblica nel nostro paese si ricollegano poi alcune proposte dello Svimez come la richiesta di uno specifico osservatorio nazionale, di una legge quadro per rilanciare l’edilizia sociale facendo particolare attenzione all’efficienza energetica e al consumo di suolo, l’introduzione di una quota minima di housing sociale in ogni progetto di rigenerazione urbana, l’utilizzo degli immobili pubblici e dei beni confiscati alle mafie per finalità abitative. Svimez richiede poi sgravi fiscali per i contratti concordati ed anche sotto questo punto di vista si colloca in una prospettiva abbastanza vicina alla nostra.
Rapporto Svimez 2025 capitolo politiche abitative
