In allegato il rapporto della Caritas elaborato in vista della Giornata mondiale dei poveri che contiene anche tre approfondimenti delle problematiche specifiche del gioco d’azzardo, della violenza di genere e della povertà energetica. In premessa viene rimarcata la natura multidimensionale della povertà poiché, oltre alla mancanza di reddito, quasi sistematicamente si intrecciano altre forme di deprivazione. Le principali aree di fragilità si concentrano attorno all’aspetto materiale (povertà economica, mancanza di reddito stabile, alto costo della casa, sovraindebitamento, …) e ad altre cause di svantaggio sociale (come disoccupazione, bassa scolarizzazione, carichi familiari, …). Le forme più gravi di disagio (povertà estrema, mancanza di dimora, disturbi psichici, dipendenze, violenza, isolamento, …) tendono invece a sovrapporsi su quelle precedenti, generando percorsi di esclusione difficilmente reversibili. Ma soprattutto il rapporto sottolinea che la povertà, oltre ad essere ormai diventata una componente strutturale del tessuto sociale nazionale, è un fenomeno in continua crescita. Risultano cioè confermati i dati ufficiali forniti dall’Istat ed in particolare il forte aumento della povertà nel medio periodo visto che a distanza di dieci anni il sostegno fornito dai centri di ascolto della Caritas è cresciuto di oltre il 62%. Più esattamente nel 2024 l’intervento ha riguardato 277.775 famiglie, pari al 12% di quelle in povertà assoluta, con un aumento del 3% rispetto al 2023, un altro dato sostanzialmente in linea con l’ultimo lieve incremento segnalato dall’Istat. Oltre al rapporto in versione integrale si allega la scheda informativa che fra l’altro sottolinea il peso crescente della povertà energetica, ad esempio ricordando che le famiglie più povere impegnano l’8,7% della loro spesa per beni e servizi energetici contro il 3,3% delle famiglie ricche. Nella stessa scheda vengono riportati altri dati emblematici della continua crescita della disuguaglianza nel nostro paese. Ad esempio a fronte di un patrimonio medio dei 50.000 italiani più ricchi, che è raddoppiato nel giro degli ultimi trent’anni, attualmente ci sono circa 10 milioni di persone che hanno risparmi liquidi inferiori a 2.000 € e che quindi sarebbero impossibilitati a mantenersi in caso di perdita del lavoro. Al tempo stesso è cresciuta la quota di lavoratori a basso salario, che fra l’altro interessa soprattutto alcune categorie (giovani, donne, residenti al Sud) che pertanto risultano particolarmente esposte al rischio povertà. Nel rapporto viene invece ricordato che, confrontando i dati del 1990 con quelli del 2020, l’Italia risulta l’unico paese dell’area Ocse in cui è stata registrata una variazione negativa (-2,9%) del salario reale medio.
Caritas rapporto povertà novembre 2025 scheda informativa
Caritas rapporto povertà novembre 2025 versione integrale
